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LA MIA AMERICA, CON GARMIN AL POLSO
Una corsa come quella attraverso gli Stati Uniti non si vince da solo, nessuna sfida è mai completamente solitaria. Ogni corridore, seppur si trovi spesso a correre con se stesso, al suo fianco ha bisogno di un team affidabile e Garmin, con i suoi prodotti, è stato un partner fondamentale per diversi motivi. Il team di supporto, a bordo dell'auto che mi seguiva, ha utilizzato il gps per orientarsi al meglio durante la lunga giornata. Ho corso oltre 2000 chilometri in aree desertiche o poco urbanizzate e grazie alla ricerca dei "punti di interesse" il team ha potuto organizzare i rifornimenti di carburante, le provviste di cibo e acqua e i motel dove avremmo pernottato. Conoscendo sempre i km percorsi abbiamo potuto gestire con precisione assoluta le pause ed i punti di riferimento.
Con il Forerunner 310xt il preparatore atletico ha potuto eseguire un' analisi dei dati dopo la corsa. Ciò gli dava indicazione sulla mia fisiologia e sulle migliori strategie da utilizzare il giorno successivo in funzione della temperatura, dei dislivelli e della distanza da percorrere. Grazie ai dati di frequenza cardiaca e velocità potevamo indagare sulle "crisi" durante la corsa, riuscendo a capire meglio l'origine dei problemi (alimentazione, idratazione, fattori ambientali). Alcune funzioni, come l'Auto Lap al km oppure il Partner Virtuale sono state di fondamentale importanza per la gestione della giornata, sia dal punto di vista tecnico sia da quello mentale. Scandire la distanza in maniera precisa e standardizzata ha permesso a me e a tutto il team di gestire al meglio le risorse di ognuno. Conoscendo con esattezza il punto in cui mi sarei fermato (ogni 4 km) il team poteva precedermi sulla strada per avere il tempo di preparare acqua e cibo, o un punto assistenza. E lo ha fatto per 1295 volte, sempre con precisione e puntualità. Il merito di questo importante risultato sportivo va anche a Garmin, azienda sempre al fianco degli sportivi più audaci.
Alex
LAST STAGE: FINALMENTE NEW YORK CITY!!!
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Ripensando a tutto oggi, due giorni dopo con la città ai suoi ritmi tradizionali, con il sole di fine agosto che splende in un cielo limpido, con la mente sgombra e il cuore calmo sembra tutto molto lontano e, in un certo senso, molto normale. Ma il giorno del mio arrivo a New York, dopo quella cavalcata di 70 giorni era tutto tranne che normale. Fino all’ultimo minuto non eravamo certi di poter accedere alla città, che attendeva, con il fiato sospeso, il tanto temuto e ormai certo uragano Irene. Tutta questa incertezza agiva su di noi come un calmante, uno smorzatore di emozioni.
In quella bolla di sapone ci sono rimasto fino all’istante in cui ho rivisto quella testolina di riccioli biondi zampettare sul marciapiede e infine correre incontro a un padre che ormai si era abituata a vedere solo attraverso lo schermo di un computer, come una cosa non più vera. Quante volte mi ero immaginato quel momento? Quante volte avevo richiamato quell’immagine nella mia testa per ritrovare il giusto assetto sulle gambe che scoppiavano dal dolore ogni mattina quando mi rimettevo a correre? Così tante che non ricordo, ma l’emozione che improvvisamente mi è arrivata allo stomaco mi ha lasciato totalmente stordito. Con Sofia in braccio, muta e distratta dalla folla che si era fatta attorno a noi, ho raggiunto il traguardo dopo 746 ore 28 minuti e 49 secondi. Una vita.
Ora ognuno è già tornato, o presto tornerà, alla sua vita di tutti i giorni. Chi tornerà a vendere finestre, chi dietro il banco della sua farmacia, chi davanti al computer di un ufficio. Incontrandoli, con le loro facce sbarbate, con i loro abiti puliti, vi daranno l’impressione di essere persone del tutto normali. Ciò che fa ancora più strano è che magari anche loro stessi, nei panni di tutti i giorni si crederanno delle persone comuni, ma su quelle strade ognuno ha dimostrato una forza e un carattere eccezionale e per questo, normali, mai lo saremo. Abbiamo condiviso una vita concentrata in 70 giorni e questo ci legherà per sempre.
Per finire questo aggiornamento, che arriva con qualche giorno di ritardo e per questo mi scuso con tutti coloro che attendevano immediato report voglio condividere questo grande risultato sportivo/umano con il mio team di supporto al completo: Max, Luca, Simone, Mauro e Beppe e voglio dedicare gli ultimi tre chilometri della corsa a Francesca, mia moglie, per essere sempre lì, la sua mano nella mia, nella bonaccia come nella tempesta, a indicarmi la Strada.
Un caro saluto a tutti.
Alex
68TH & 69TH STAGES: Finirà solo al traguardo
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Quanto sta accadendo in questi giorni a Patrik Maladin che sia di lezione a tutti: dopo 64 giorni di corsa sempre nelle prime posizioni, che gli avevano assicurato il secondo posto assoluto, da quattro giorni sta soffrendo di una forte infiammazione all´adduttore della gamba destra. Un´infiammazione talmente forte da costringerlo a farsi supportare costantemente da suo figlio e sua moglie, chilometro per chilometro.
Questa mattina la sua condizione sembrava essere migliorata, benché zoppicasse ancora vistosamente, ma a metà pomeriggio ci è giunta la notizia che era stato accompagnato in ospedale per un controllo medico. Da quel che sappiamo Patrik è stato poi riportato al punto in cui aveva interrotto la sua corsa e credo abbia proseguito fino all’arrivo. Domani ne sapremo di più, ma la lezione che ognuno di noi dovrebbe imparare è che non è finita finché non si passa sotto lo striscione del traguardo e fino a quel momento tutto può succedere, anche di dover rinunciare a un passo dalla fine. Ciò che fa arrabbiare è che è capitato proprio alla persona che meno se lo meritava, anche se forse nessuno a questo punto si merita di vedersi privare della gioia dell’arrivo a New York.
Questa di Patrik, ovviamente, mi fa venire in mente un’altra storia, molto personale risalente a circa 3 anni fa e l’unica cosa che mi auguro è che qualunque cosa accada a Patrik possa trarne qualche buon insegnamento, altrimenti avrebbe sofferto per nulla.
Per quanto riguarda la tappa di oggi è stata una giornata di brutto tempo sin dalla mattina con un fortissimo acquazzone che mi ha prosciugato da tutte le energie. A metà mattinata mi sono domandato come avrei fatto ad arrivare all’arrivo, ma è bastato che smettesse di piovere, che mi cambiassi scarpe e calze e che mettessi sotto i denti un po’ di riso perché tutto si sistemasse.
Parliamo ancora un attimo di brutto tempo: forse ormai tutti voi saprete dell’uragano Irene che si sta avvicinando alla Florida. Bene, lo stesso uragano è previsto che raggiunga New York domenica pomeriggio!!! A Long Island è già pronto il piano di evacuazione… Non potevamo sperare in un arrivo migliore.
Ho appena sentito per telefono Sofia, mia figlia, che è già arrivata a New York con i suoi cugini e sua zia e sabato la rivedrò. E’ un momento che aspetto da una vita, da quando è cominciata questa pazza corsa attraverso gli Stati Uniti e l’idea di correre assieme le ultime centinaia di metri mi riempie di emozione.
Un saluto a tutti. Alex
66TH & 67TH STAGES: non è finita finché non è finita
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Benché all’idea di una figlia ci si prepari per nove mesi, anzi dieci mesi, quando poi ricevi la telefonata di tua moglie l’emozione che ti attraversa è travolgente come un treno in corsa.
Se in quel momento ti chiedessero di fare un commento, bè, guarderesti inutilmente per aria a caccia di qualche parola per comporre una frase di senso compiuto. Alle volte basta il tempo di una notte per farsi le idee più chiare. Non sono sicuro che mi sia bastata una notte per capire tutto, forse dovrò arrivare a casa, appoggiare le valigie a terra e guardare negli occhi quella piccoletta. Allora, solo allora comprenderò l’immensità di quanto successo.
Oggi solo 43 chilometri e quel “solo” ha ingannato molti. L’ammonimento “non è finita finché non è finita” valeva oggi più che mai. Al primo bivio, solo un chilometro dalla partenza, nel buio delle 5.30, qualche runner tra i primi della fila si è infilato nella strada sbagliata e dietro, come corpi senza cervello, o per meglio dire come pecore, l’hanno seguito andando fuori strada per oltre 10 chilometri. C’ero anche io tra quel gruppetto di dieci pecore, ma me la sono cavata facendo non più di 400 metri sulla strada sbagliata e non appena mi sono accorto che le note riportate sul roadbook non corrispondevano con la strada presa ho cominciato a farmi delle domande.
Brevi attimi di paura nel pomeriggio di oggi mentre riposavamo in camera. Simone è stato il primo a svegliarsi e a mettersi subito in piedi, immediatamente dopo io: i letti, le pareti si muovevano tutti per effetto di una scossa di terremoto che, abbiamo appena appreso, è stata avvertita fino a New York. Nessun danno, solo un risveglio insolito, poi di nuovo tutti a dormire. Quando si è stanchi non si guarda in faccia a niente!:)
Oggi raggiunta quota 3000 miglia! A domani.
65TH STAGE: La prima notte
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Sei già nata con le idee molto chiare.
Volevi le luci di "New York" come copertina del mondo, arrivare con me, ma non potevi più aspettare, la vita la sentivi già così tua che che ti sei accontentata solo di "York", in Pennsylvania.
Ho corso così forte oggi che questa terra verde mi scorreva sotto i piedi come i ricordi, come la sabbia che ho calpestato 65 giorni fa a Los Angeles, prima di partire.
Ho corso così forte da poter aspettare la telefonata della mamma seduto composto a un tavolo di albergo, con le mani sulle gambe doloranti e una tazza di latte davanti, come nelle notti di veglia. Le emozioni sono così forti che non riesco a trasformarle in parole questa sera. Mi preparo per la prima notte diversa dopo nove mesi, la prima notte con te al mondo e domani con il cuore fermo e i muscoli in movimento guarderò questo mondo più ricco e cercherò di descrivertelo.
Buona prima notte Margherita.
64TH STAGE: Il confine tra Pennsylvania e Maryland
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Chi era sintonizzato su Radio24 verso le 18.30 lo avrà decisamente capito: la felicità e l’emozione di essere a pochi giorni da New York è ormai incontenibile, un fiume in piena che non sta più dentro gli argini. Nella puntata di questa sera ero così emozionato che ogni parola mi usciva a fatica, ma va bene così.
Che dire della tappa di oggi: corsa tutta sul confine tra Pennsylvania e Maryland in un territorio collinoso con dolci sali-scendi tra le più belle fattorie viste fino ad ora. Giornata tranquilla senza nulla di interessante da riportare. E alla stessa maniera rischiano di essere vissute le prossime tappe, con un po’ di impazienza, come le pubblicità prima dell’inizio del film tanto atteso.
Nei giorni scorsi ho dimenticato di riportarvi il primo e per ora unico avvistamento di orso fatto da Simone e Mauro. Essendo stati gli unici ad avvistarlo c’è chi crede (tra cui l’organizzazione) che abbiano avuto un abbaglio e vengono un po’ presi in giro, ma spero sappiano distinguere un orso da un grosso cane… :)
Siamo a Waynesboro piove forte fuori. Una pioggia di quelle che quando le vedi ti dici, con un pelo di malinconia, che “l’estate sta proprio finendo”.
Si sta facendo l’ora di andare a letto, le ultime luci del giorno lasciano il posto alle luci bianche dei lampioni che filtrano dalla finestra e io non vedo l’ora di essere a casa mia ad aspettare l’inverno con la mia piccola famiglia. Buona notte. Alex
62ND & 63RD STAGES: Non siamo più gli stessi
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Motel, 20.30, ora di andare a letto.
Si spengono le luci e ci si infila sotto le lenzuola e proprio quando i nervi si stanno per rilassare ecco che scatta la prima risata, poi un´altra la segue a ruota e poi voci con toni alti che si sovrappongono: un gruppo di rozzi con le birre in mano e tanta voglia di far tardi proprio accanto alla nostra porta.
Non è servito a nulla la mia richiesta di abbassare i toni, neppure quella di Mauro 2 ore dopo e neppure la preghiera della proprietaria del motel. Solo alle 23.45, esasperato e stravolto, mi sono riuscito a far ascoltare e tutti si sono ritirati nelle proprie camere. Non a dormire, ma a farsi la doccia. Ciò vuol dire acqua che scorre e altro baccano.
Per farla breve sono riuscito a dormire solo 3 ore e 30 e non ero certo nella mia forma migliore alla partenza. Oggi era la volta della tappa 62, un tappone da 82 chilometri di sali-scendi molto impegnativi, con salite talmente ripide che anche le discese sembravano ancora salite. Ancora prima che finisse la tortura l´avevo già etichettata come la più dura di tutta la corsa. E questo è solo l´inizio perchè anche nelle prossime 3 tappe gli Appalachi ci metteranno alla prova.
Una settimana, solo una settimana, da sabato a sabato, per provare a entrare nella storia di questa dura corsa attraverso gli Stati Uniti. Nove settimane fa eravamo ignari di tutto, non potevamo immaginare il caldo, l´umidità, la fatica e tanto altro che abbiamo vissuto. Ora ci guardiamo indietro e ci sembra tutto così lontano, così poco distinto che quasi, in quell´immagine di noi sbarbati, con il passo leggero e la presunzione di poter andare oltre tutto, non ci riconosciamo neppure.
Oggi non siamo più gli stessi, questo è facile da vedersi. Ogni viaggio porta dei cambiamenti in chi lo vive, ci auguriamo che siano in positivo!
59TH, 60TH & 61ST STAGES: Ci arriverò!
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Essendoci trovati a meno di 10 gg dall’arrivo saremmo tentati ad abbassare la guardia. Invece questi monti Appalachi ci stanno chiedendo le ultime energie che avevamo in corpo. Da qua all’arrivo dovremmo tirarle fuori tutte, ci è richiesto.
Il paesaggio rispecchia il mio stato d’animo, salite e discese, certezza di farcela e poi fatica ancora una volta.
La stanchezza porta a perdersi, a dimenticare le piccole cose, a non svegliarsi, e mai come in questo caso, nulla è finito fino all’ultimo metro! E mi sento così bene, adesso, che ci arriverò!
57TH & 58TH STAGES: Non mollerò mai
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Il dolore alla gamba continua a infastidirmi. Non passa velocemente e in questi giorni così lunghi non aiuta.
Non vedo i colori, i nomi delle strade, i numeri sul Garmin.
Non mollerò mai, comunque.
56TH STAGE: Che male!
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Ieri ho accusato un leggero fastidio alla tibia destra. Mi sono subito adoperato per contenerlo ma era già gonfio e rosso all’arrivo. Stamattina alzandomi mi sono reso subito conto della situazione, mi aspettava una lunga giornata.
E cosa potevo fare di meglio se non allungarla ancora di più???!!! Accidenti a me! Che fastidio sbagliare così banalmente una strada e dover correre per otto chilometri in più, col dolore, rischiando di non arrivare in tempo al traguardo.
Come in tutte le situazioni difficili il destino ci mette sempre davanti una chiave di lettura alternativa, spesso ironica, che ci aiuta.
Sbagliando strada, per esempio, mi sono ritrovato in mezzo a una… corsa podistica!!! Centinaia di persone sono partite di fronte a me e io mi sono ritrovato in mezzo al gruppo di corridori, correndo anch’io, mimetizzato. Mi sono messo a ridere quando, dopo pochi metri percorsi alla mia velocità, anche le bambine con la bambole in mano mi tamponavano da dietro sorpassandomi!
Sono comunque molto dispiaciuto per i 2 errori ma sono arrivato lo stesso in tempo al traguardo!
Speriamo che domani inizi a migliorare.
55TH STAGE: 4k!
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Quanta soddisfazione, dopo tutto questo traffico di oggi trovare di fronte a me all’arrivo il cartello dei 4000 km!
Guardando un numero così grande sembra impossibile si tratti dei chilometri che ho percorso correndo, sono dietro di me, passo dopo passo.
Negli ultimi chilometri fatti ho attraversato infinite distese di centri commerciali, e strade a 8 corsie, dove quando corri devi difenderti dal traffico e dai pericoli, ricordando i deserti, rimanendo concentrati e sognando New York!
54TH STAGE: Si respira aria di Est
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Passare nel centro di Indianapolis al mattino presto è stato divertente! C’erano i primi runners della città che mi hanno accompagnato per alcuni tratti e passando per il centro cittadino ho davvero iniziato a respirare aria di est, di città!
Per correre il mio viaggio interno preferisco perdermi nei paesaggi confinati degli Stati occidentali, ma la città mi fa capire che siamo sempre più vicini alla meta, alla Grande Mela, a New York!
Uscendo sono stato inghiottito di nuovo dalla monotona campagna agricola con troppo traffico e persino un aeroporto di fianco al quale correre diventa un assordante sfilata!
Le tappe ormai sono lunghissime e nei prossimi giorni la media salirà ancora… sono pronto!
52ND & 53RD STAGES: Il confine con l’Indiana
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Passo un altro confine, entro in Indiana.
La sorpresa più gradita sono la temperatura e l'umidità che scendono sensibilmente, le colline dolci e i boschi che mi accolgono dopo l'umido e piatto Illinois. Ripenso al Missouri, ma so che non sarà così collinoso e ne sono felice perché più avanti, a pochi giorni dalla fine incontreremo un'altra catena montuosa, da valicare sulle gambe stanche.
Mi fa molto piacere incontrare gente cordiale, qui. Mi hanno fermato per chiedermi notizie sull'avventura presente e quelle passate, presentandomi i figli e stringendomi ma mano. In queste tappe così dure per la monotonia e il bruciore agli occhi dal traffico e la polvere, questi sono episodi che ti cambiano la giornata!
51ST STAGE: Andando verso est
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Per fortuna oggi una tappa di soli 67 chilometri. La cena a ora tarda ieri mi ha reso la vita difficile questa notte! Ma sono comunque in forma e corro leggero e sereno al mattino, uscendo da Decatur. Le sensazioni sono positive e ho da subito un grande appetito che è sempre un buon segnale. Inoltre il cielo coperto mi protegge dall’eccessivo caldo che un po’ ho patito ieri, sul finale.
Ormai comincio ad abituarmi di nuovo al traffico cittadino, ai semafori, alla gente che va a lavorare. Ho negli occhi e nelle scarpe così tanti chilometri di west e isolamento che mi fa strano immergermi di nuovo in un contesto urbano! E’ meglio abituarsi perché voglio New York, ogni giorno di più!
50TH STAGE: Mi armo di pazienza, e continuo, sempre!
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Oggi è stata una tappa lunghissima, 87 chilometri. Ormai ci devo fare l'abitudine perché da qua a New York la media giornaliera sale drasticamente, avremo qualche tappa intorno ai 70 e tutte le altri superiori. In quella odierna ho cercato di gestire al meglio le energie al mattino, anche perché stavo davvero andando forte, mi sentivo bene ottime sensazioni.
Ho attraversato infiniti campi di soia, verdi e mossi dal vento. La sensazione più difficile da gestire è arrivare ai 60 o ai 70 chilometri e sapere di avere ancora così tanta strada da fare…
Ma mi armo di pazienza, e continuo, sempre!
49TH STAGE: Uno spettacolo della natura
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Oggi sono partito sotto uno spettacolo naturale da film! Ho fatto lo slalom tra i fulmini nell’alba nera che dalla zona di Pittsfield mi ha portato a vivere una giornata di corsa in direzione New Berlin.
Giornata dalle sensazioni positive, ho corso leggero e i chilometri non hanno pesato troppo sulle gambe. Un tratto di strada particolarmente piacevole mi ha fatto incontrare persone e case che trasmettevano serenità, nel verde delle coltivazioni estese di grano e soia.
Questa terra può sembrare monotona e piatta, umida, ma ha il suo ritmo e la sua regolarità fatta di campagna e agricoltura. E’ molto bello passare anche da posti come questo, tra pochi giorni lasceremo l’Illinois per l’Indiana e vedremo cosa ci lascerà questa campagna verde.
48TH STAGE: Attraverso il Mississippi fino all’Illinois
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Ogni volta che attraverso un confine mi sento più vicino alla meta, non solo nel senso di distanza fisica. Il confine di oggi, tra Missouri e Illinois lo scavalco su un ponte, infinito e buio, sul fiume Mississippi. Uso la lampada frontale per vedere meglio la lunga strada che ho davanti a me, che mi separa ancora per poco dalla meta, dalla mia famiglia.
Mi sento molto bene, oggi. Il cielo non prometteva nulla di buono, si preannunciava una bella doccia di benvenuto in Illinois. Dopo poco infatti sono dovuto ricorrere al giubbino impermeabile perché la violenza del temporale era tale da far male sulla pelle. Nel complesso la tappa è poi andata migliorando, sono in forma. Vediamo cosa ci mostrerà questo nuovo Stato!
47TH STAGE: Aspettando la chiamata...
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Corro costantemente col telefono nello zaino aspettando la chiamata di Francesca che a breve potrebbe partorire.
Sensazioni positive per una tappa lunghissima, dove le gambe e il corpo hanno reagito bene alla distanza. Era la seconda volta in vita mia che affrontavo distanze così lunghe eppure le sensazioni sono state così positive che mi sembrava di averlo fatto per tutta la vita.
Se c'è qualcosa che mi passa costantemente nella testa è come saranno i 300 metri prima dell'arrivo a NYC che percorrerò con Sofia per mano. E questo pensiero mi aiuta moltissimo ad andare avanti!
46TH STAGE
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
45TH STAGE: Riposerò e mangerò in abbondanza
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Avere la possibilità di sfruttare al meglio 2 tappe "corte" come due maratone è essenziale. Per questo parto motivato alle 5 del mattino, mi immagino il riposo del pomeriggio, cerco di raggiungerlo il prima possibile. Attraverso campi, campi, campi, colline e campi.
Non sto benissimo in questi giorni, nessun problema muscolare o fisiologico, solo un po' di stanchezza generale. Un po' di debolezza che mi fa calare leggermente la velocità media. Poco male, sono ancora in gara, in salute e di buon umore. Riposerò e mangerò in abbondanza preparandomi per l'ultima fase, dove saliranno i chilometri e comiceremo a vedere la Grande Mela da lontano.
44TH STAGE: Dormire, dormire, dormire!
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Che meraviglia riposare bene! Sto facendo delle grandi dormite in questi giorni, è molto importante poter recuperare la fatica al meglio.
L’umore buono è una conseguenza naturale e questo Missouri, fatto a Ottovolante verde mi diverte. Incontro cani e padroni, case bellissime contro il sole dell’alba, con i prati perfettamente tagliati, che mettono pace.
Peccato per la seconda esperienza negativa con i passanti, una minoranza ovviamente. Mi sono ritrovato una macchina al mio fianco con alla giuda un gentile ragazzo che, dopo avermi chiesto se avevo fame, mi ha tirato un hamburger sui piedi con tutta la sua forza!
Peccato che non lo possa mangiare…
43RD STAGE: Rigenerare mente e fisico
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Vivo questa giornata come un sabato di una dura settimana. Mi aspetta un weekend di “riposo”. Tappe da solo 45 chilometri circa. Scatta il piano di recupero. Mi voglio attaccare alla corrente come un cellulare sotto carica. Rigenerare fisico e mente.
Ieri sera siamo usciti a cena come primo passo. Per noi è un evento importante, non succede quasi mai. È un momento in cui stiamo insieme attorno a un tavolo e si parla mentre si aspetta il cibo. Una bistecca ai ferri e insalata, due parole e a letto presto!
42ND STAGE: Sentirsi vivi
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Una notte difficile che non mi ha fatto sperare per il meglio affrontando i primi chilometri della tappa di oggi, mi sono sentito stanco.
Il sole senza pietà decide di farci visita anche oggi. È rovente, umido come uno straccio bagnato sul collo.
Tengo duro, oggi non mi faccio rubare nemmeno un metro.
C’è un bel trial da correre. Sembra di essere in Finlandia, circondati da una vegetazione fitta e verdissima. Poi i boati e le nuvole che ci danno tregue e ci danno acqua.
Un po’ di divertimento! Correre schiacciato tra l’acqua e la terra mi fa sentire vivo, rido mentre altri si lamentano, mi piace, mi diverto.
L’arrivo a St. Robert giunge presto, umido e rassicurante!
41TH STAGE: Il dolore che fa bene
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Non ci sono più i pensieri confusi dell'inizio, della sorpresa.
Il paese è questo, è grande, gradissimo, siamo a metà. Il caldo ormai non lo considero nemmeno più una novità, perché non mi aiuterebbe nella soluzione del problema. Me lo ricordano gli abitanti che passando si fermano per dirmi di smetterla, che fa troppo caldo, che sono 25 anni che non fa così caldo.
Esco da Springfield e mi infilo in una infinita serie di colline dolci in un bosco di querce, il Missouri è meraviglioso, niente da fare. Le case, i boschi, le curve e le strade rovinate.
Le strade dove ieri, in un momento già molto difficile, mi hanno tirato da una macchina una pila sul braccio, mi ha fatto male. Alla mente soprattutto.
Ma è così. Cos' voglio vivere il dolore, nel dolore continuo trovo il mio viaggio, quello che fa crescere e ricordare. Quello che fa male, quello che fa bene.
40TH STAGE: Il viaggio è iniziato
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Se dovessi dirvi una giornata da cancellare, eccola qua.
I primi 50 km sono stati un calvario, una fatica infinita, non trovavo nemmeno la forza per portare avanti un piede dopo l’altro.
Eppure come sempre, ci sono delle conseguenze inaspettate, che mi fanno capire cose che non avrei mai immaginato. Nel dolore continuo alla pianta dei piedi, oggi, sono entrato dopo un paio di ore in una forma di assuefazione oserei dire mistica.
Un tappeto di dolore sul quale ho iniziato a correre, cambiando il timing di assistenza da 4 a 3 chilometri per poter assumere proteine e carboidrati a frequenze più alte.
Ho male e faccio fatica, potrei persino dire che non ho voglia di andare avanti. E poi arriva il pensiero al quale mi stringo con tutto me stesso, che capisco dal profondo: sono i giorni come oggi che mi fanno capire che, finalmente, il viaggio è iniziato. E sono felice di viverli, perché saranno questi i momenti che mi serviranno dopo New York.
39TH STAGE: Correndo tra le macerie
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Ero molto contento nel lasciare l’Oklahoma. Stato estremamente caratteristico ma con un clima che ci ha piegato le gambe.
Entrando nel Missouri cercavo una boccata di aria fresca, ma invece la mia bocca si è solo svuotata di parole quando abbiamo attraversato Joplin, la prima città dopo il confine, che è stata distrutta due mesi fa da un tornado.
La mia fatica di oggi è stata immensa, con un calo di energie nel pomeriggio che mi ha costretto a cercare riparo sotto gli alberi che finalmente incorriamo di tanto in tanto. La dedico a Joplin, ai ragazzi rimasti vittime del tornado. Correre tra le macerie con l’aria spessa di polvere sospesa che mi entra nei polmoni è stata una grande esperienza, che ricorderò per sempre.
38TH STAGE: Ultimi chilometri in Oklahoma
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Che bella collezione di auto americane d’epoca ho visto oggi ad Afton, sulla strada secondaria che collega Vinita a Miami. Sto percorrendo gli ultimi chilometri dell’Oklahoma, domani entreremo in Missouri, dove speriamo di trovare condizioni più favorevoli.
Tiro le somme: fisicamente sto bene, ogni tanto ho dei cali di energia dovuti alla grande fatica e alla disidratazione, che mi costringono a rallentare. Questo stato, bellissimo e cordiale, è stato al però un flagello per il corpo e la mente. Caldissimo, infuocato. Mi mette a dura prova, ma qualcosa sta accadendo dentro di me, la fatica inizia a prendere una forma, un peso. Forse avrà anche un significato, a breve…
37TH STAGE: Ultimo giorno nell’RV
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Ci svegliamo con una bella temperatura fresca, lasciamo l’RV, da questa sera alloggeremo nei Motel.
La corsa al mattino è molto aiutata dal cielo coperto e bellissimo, dalle temperature basse e dall’entusiasmo di un cambiamento. Sarà dura cucinarci e cambiare letto tutte le sera, ma anche molto divertente e siamo contenti!
36TH STAGE: Con lo sguardo verso il Missouri
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Mi preparo a una giornata di passione. Ieri sera alle otto i termometri di Pawhuska segnavano ancora 43 gradi e 40% di umidità.
Partiamo col buio attraversando le strade, con lo sguardo al Missouri ma i piedi ancora ben piantati nella terra rossa degli Okie.
Comincio camminando solo mezz’ora, sono ansioso di arrivare in fretta. Sarà la nostra ultima notte in RV e voglio prepararmi al meglio per il cambiamento di domani.
Sto iniziando a fare un video sorpresa per Sofia. Posso solo dire che sono protagonisti tutti gli animali che incontro…
E ne incontro tanti oggi, soprattutto cavalli, serafici nei giardini immensi, talmente lontani da una costruzione che sembrano allo stato brado. Mi guardano e sembra si chiedano perché faccia tanta fatica. Beh, ragazzi, ho solo 2 gambe e la strada è ancora lunga!
Invece mi sento bene, corro più di 70 chilometri con ritmo. Arriviamo, in riva a un lago, tempo di parole e massaggio. La prossima vola che passo di qui, giuro che sarà tempo di BBQ e bagno!
35TH STAGE: Aria scura e densa
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Da Ponca City corriamo per circa 70 km verso Pawhuska. Partendo nell’aria scura e densa di umido, sentivo un misto strano di rumori! …mucche, il lento borbottare delle pompe per l’estrazione del petrolio, sirene della polizia lontana. Non sono per me ma scappo lo stesso.
Corro lentamente per la prima parte fino a sbattere il muso con un muro di aria bollente. La strada è un continuo ondulare, nelle fosse si muore, sulle cime una leggera brezza fa respirare.
Attraversiamo Barnsdall, un paese fantasma con le case di mattoni rovinati, abbandonate. La linea bianca sull’asfalto sembra glassa, lucida e perfetta, la seguo fino all’arrivo attraverso un paesaggio verde, il più simile all’Italia dalla partenza da Huntington Beach…
34TH STAGE: Nel cuore della prateria
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Questa notte ho dormito all’interno della stazione dei Vigili del Fuoco, e prima di partire guardavo vecchie foto di pompieri appese ai muri, eroi locali, uno di loro mi assomigliava moltissimo. Barba. Occhi. Mi ha fatto sorridere, un ottimo modo di iniziare questa nuova giornata nel cuore caldo della prateria.
Partiamo di notte, come sempre ormai. Sarà così per tutta l’Oklahoma. Lentamente mi muovo per i primi chilometri, poi recupero, ottime le sensazioni iniziali.
Ma la tappa è lunghissima. Arriviamo a sera attraversando fiumi verdi pieni di tartarughe e ancora campi infiniti di giallo. Mi sono sentito un po’ fuori fase nella parte centrale, ho subito un piccolo colpo di calore, subito rientrato con le ormai collaudate tecniche e una buona idratazione.
Siamo pronti per domani!
33TH STAGE: Che soddisfazione!
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Ottime sensazioni, oggi, nella prima parte della tappa.
Non sentivo nemmeno il caldo, neppure alle 11 del mattino, quando in genere diventa insopportabile.
Proprio per questo ho fatto ancora più attenzione, cercando di risparmiare energie, bevendo molto e andando avanti sempre concentrato sul mio ritmo.
Verso la fine ho accusato una perdita di forza, una spossatezza dovuta al grande caldo unito all’umidità elevata ma sono arrivato a fine tappa con soddisfazione!
Il momento del massaggio, nella stanza della stazione dei Vigili Del Fuoco, in mezzo alle tute e ai mezzi è stato esilarante e li ringrazio ancora per la grande disponibilità!
32TH STAGE: Una brutta giornata
Foto Copyright © Talamonti Mauro. Riproduzione riservata.
Ero partito bene, continuavo a correre sperando di fare molti chilometri prima dell’arrivo del grande caldo, che solo oggi ha ucciso 13 persone nello stato.
Poi è subentrata una crisi che non sono riuscito a gestire all’inizio. Camminando e poi ricominciando a correre col mio ritmo sono rientrato lentamente in equilibrio corpo mente fino all’arrivo, 13 ore dopo la partenza. E domani sarà ancora più lunga. Speriamo in strade più tranquille dove non sia necessario saltare dietro il guardrail per difendersi dai camion ogni trenta secondi.
31TH STAGE: Il caldo nemico…
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Un caldo incredibile!
Questo stato, l’Oklahoma, ci sta mettendo a dura prova. Cerco di sfruttare al meglio la prima parte di giornata, per potermi permettere qualche riparo nelle pause del pomeriggio. Fisicamente sto bene, muscoli e testa sono in bolla, ma rimanere lucidi per 12 ore di seguito in questo inferno è difficile.
Abbiamo ricevuto notizie di questo caldo come un fenomeno anomalo, che non di presentava da anni, e ci sono delle vittime, purtroppo!
Ci accompagnerà per tutta l’attraversata dello stato. Speriamo di trovare qualche grado in meno verso il Missouri!
30TH STAGE: Il sonno ristoratore
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Ho recuperato le energie molto bene con un sonno profondo e ristoratore sul Tempur. Il caldo ha di nuovo condizionato il rendimento e l’ambiente continua a giocare a nostro sfavore, ma con il giusto ritmo delle pause e dei recuperi non abbiamo avuto grosse difficoltà.
29TH STAGE: Giallo, secco e caldissimo
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Avendo speso molte energie per la tappa da 90 km conclusa con grande soddisfazione era prevedibile una giornata un po’ difficile.
Benché fosse più corta di 20 km, la sensazione è stata di estrema fatica, sia fisica che mentale. E l’ambiente non ha aiutato. Questo ci insegna che le tappe più difficili non sono sempre quelle più “dure” ma quelle che prendi sottogamba!
Il caldo nell’ultima parte della gara ha sicuramente condizionato il rendimento! Abbiamo ancora una decina di giorni per attraversare questo stato giallo, secco e caldissimo.
28TH STAGE: Che spettacolo!
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Ho corso novanta chilometri col vento che mi piegava le orecchie e sto bene! Sono molto soddisfatto di come ho gestito le energie e l’alimentazione.
Ho accusato un leggero dolore all’anca che sono però riuscito a controllare in qualche modo.
Rispetto a ieri mi sento in grande equilibrio, concentrato e pronto a continuare!
27TH STAGE: Un passo più vicini…
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L’ingresso in Oklahoma mi ha emozionato come sempre quando passiamo da uno stato all’atro, un passo in più verso la meta.
Mi lascio il New Mexico alle spalle con le speranze di verdi pascoli e fresche praterie. Mi accoglie invece uno schiaffo giallo di calore. La fatica mi succhia via l’energia chilometro dopo chilometro, mi sembra di tornare indietro, in California.
Arrivo alla fine molto stanco, ho fame e i muscoli mi danno molto dolore. Ce l’ho comunque fatta perché lo volevo con tutte le mie forze. Sono certo che domani arriverà l’ora della rivincita!
26TH STAGE: Che sollievo!
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E’ un sollievo fare 88 chilometri dopo la tappa faticosa di ieri e trovarsi di nuovo a proprio agio. Mi sono ritrovato nel mio corpo, col ritmo giusto, senza affanni.
Certamente è stata lunghissima, ma l’elemento di maggiore importanza è stato il recupero ottimale dalla giornata difficile vissuta ieri.
Domani entriamo in Oklahoma, e siamo tutti un po’ curiosi di vedere se le voci sono vere: mosche, caldo e mucche! A domani!
25TH STAGE: Di nuovo il caldo
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E’ ritornato il caldo, ci ha preso in contropiede e abbiamo patito, inaspettatamente.
Avevo grandi sensazioni nelle gambe e nella mente dai giorni scorsi e devo dire che questa tappa mi ha creato non pochi problemi!
Ho perso molti liquidi che sto cercando di recuperare, e domani sarà un’altra sfida per la quale mi sto preparando.
Da questo punto in poi la media delle tappe salirà fino a 74 chilometri al giorno. Tanti, tantissimi, ma ce la faremo!
24TH STAGE: Riacquistare equilibrio
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La partenza non è stata una delle migliori, forse fisicamente ho accusato il grande sforzo di ieri. Ma con un po’ di pazienza a metà tappa, la “sbornia” è passata e ho riacquistato un po’ di equilibrio, anche grazie alla magnificenza del paesaggio.
Conclusa con un pizzico di emozione, perché le gambe sembravamo quelle di ieri, in perfette condizioni e poca fatica nel corpo e nella mente.
23TH STAGE: Un momento da ricordare
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Forse la migliore tappa fino ad adesso, per come l’abbiamo condotta.
Ho vissuto uno di quei momenti che mi ricorderò per tutta la vita. Non tanto per la prestazione, ma per le sensazioni perfette che ho provato dalla prima salita a Velarde. Ero nel “flusso”. Quello stato di grazia in cui ogni atleta desidera trovarsi, almeno una volta.
In giornate come questa senti che puoi realizzare tutto ciò che desideri, nemmeno la pioggia e il vento possono fermarti.
In totale nella mia vita giornate come queste le ho vissute 5 o 6 volte al massimo.
Mi servirà moto anche per il futuro della gara, per le tappe difficili. Per ritornare ad oggi mentalmente.
22TH STAGE: La corsa migliora…
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La prima parte era molto ripida, ma negli ultimi giorni mi trovo molto bene a partire piano, per riscaldarmi e aspettare il momento perfetto per fare colazione.
Faceva molto fresco al mattino, ho indossato i guanti, per scendere poi in pianura.
Ho percorso qualche km collegato con agli amici di radio 24 per una bella intervista che mi ha tenuto compagnia durante un tratto abbastanza monotono!
21TH STAGE: Lo splendido Abiquiu!
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Dopo la tappa di Flagstaff quella di oggi è la tappa più bella che abbiamo fatto a livello paesaggistico.
Abbiamo attraversato zone in cui c’era qualcosa di davvero interessante da vedere e questo mi ha aiutato a livello mentale per sopportare la dura fatica.
Una spruzzata di pioggia e ho inaugurato il giubbino impermeabile, poi mi sono divertito a scendere dall’altopiano verso lo splendido lago Abiquiu!
Un posto meraviglioso dove rinfrancarsi dopo i 170 chilometri delle ultime 48 ore!
20TH stage: Avanti!
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Una tappa lunghissima!
87 chilometri senza soste in un mare rosso di roccia e cielo infinito!
E’ andato tutto bene, ma alla fine ero stanco e ho apprezzato moltissimo che il mio team mi abbia accompagnato nella corsa per gli ultimi 10 chilometri!
Domani altri 82! Avanti!
19TH STAGE: Buone sensazioni…
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Anche oggi si è ripresentata la stessa sensazione positiva di controllo del mio corpo. Comincio a conoscere i miei punti di forza e di debolezza. Inizio a fare delle specie di pronostici sui miei tempi di arrivo e di percorrenza, riuscendo a essere sempre più preciso!
Significa meno spazio inconvenienti, essere più tranquillo nella conduzione senza la paura dell’incalcolabile.
Un bel regalo per la mia mente, soprattutto oggi che è l’anniversario di matrimonio di me e Francesca, e il mio pensiero vagando nel deserto spesso si posava sulla mia famiglia.
La sensazione quando siamo arrivati a Pueblo Pintado alla fine della tappa era molto buona, non mi sono sentito particolarmente affaticato.
Questo in vista dei prossimi 50 giorni mi fa stare molto sereno. E’ come se stessi entrando in forma ottimale lentamente.
18TH STAGE: L’istinto del corridore
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Ho avuto costantemente del sensazioni buone, durante tutta la tappa da Twin Lakes a Crownpoint.
Nel pieno delle mie facoltà, ero molto consapevole del mio corpo, senza il timore di sorprese improvvise.
Ascoltavo i segnali del mio corpo assecondando “l’istinto del corridore”!
17TH STAGE: Invece io corro!
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Mi sono svegliato bene questa mattina. Il primo tratto era orribile, molto faticoso per via della strada che non avendo corsia di emergenza mi costringeva a fare le pause nell’erba, a lato, in attesa che passasse l’ennesimo enorme veicolo a tutta velocità. La polizia dice “molto pericoloso”. Invece io corro.
Lo faccio per quasi 80 km, tutti dritti. Passiamo Gallup, New Mexico e nemmeno me ne accorgo, vedo il traguardo e un’altra tappa archiviata!
16TH STAGE: Pronto per il New Mexico!
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Oggi è stata una tappa difficile sotto l’aspetto della concentrazione! La parte centrale non era particolarmente divertente e un trial sterrato con macchine a 60 all’ora che aprivano muri di polvere non mi hanno permesso di godere della corsa.
E poi.. ottanta chilometri sono tanti, sempre!
Ma le sensazioni di questa sera sono positive, mi sento meno affaticato di quanto pensassi, e domani sono pronto ad entrare in New Mexico!
15TH STAGE: Aldilà e altrove
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Sono molto soddisfatto della tappa di oggi perché siamo riusciti a migliorare la mia condizione fisica in corsa! Ero partito con forti disturbi allo stomaco, le gambe indolenzite e un tendine d’Achille che mi dava noia. Calma, ritmo e un passo dopo l’altro ho superato i runners più vicini e mi sono portato avanti!
Cercherò di riposare molto questa notte per godermi al meglio questo paesaggio lunare, giallo e meraviglioso!
14TH STAGE: Tramonto nel deserto indiano
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Che fatica ragazzi!
Un paesaggio meraviglioso, la mattina bella fresca mi ha tratto in inganno! Le tappe di ieri e l’altro ieri, in sterrato, hanno pesato molto sulla muscolatura, e forse ho bevuto troppo poco questa mattina. Nel pomeriggio infatti mi sono trovato ad affrontare qualche difficoltà legata alla rigidezza delle gambe e stanchezza generale, e avevo “solo” 80 chilometri da correre accidenti!
Ho gestito al meglio e sono arrivato in fondo comunque, nel deserto indiano. Con un tramonto meraviglioso…
13TH STAGE: UN PIACERE PER L'ANIMA
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"Ecco, finalmente un posto dove potrei vivere!"
Uno stage bellissimo anche se estremamente faticoso. 65 chilometri in cui soprattutto le discese in sterrato mi hanno creato dei fastidi che fortunatamente ho gestito bene. Ho visto delle case in legno, nel verde, che facevano venir voglia di fermarsi per fare due chiacchere davanti a una torta e una tazza di caffè!
Ma si deve correre, e quando lo si riesce a fare in posti così è un piacere per l'anima…
Da domani entriamo nel deserto, sperando sia più fresco dell'ultimo. Sono pronto!
12TH STAGE: Sembra di essere a casa
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Una tappa impegnativa, e tecnica. Veloce. Meno male che la bellezza del paesaggio mi ha distratto dalla fatica.
Non avessi fatto attenzione a qualche dettaglio, mi sembrava quasi di essere a casa, teatro dei miei allenamenti off road…
Sono soddisfatto. Questa è la quinta giornata buona. Stiamo creando delle certezze, ma occhi aperti perché sono proprio questi i momenti in cui i pericoli sono pronti dietro l’angolo!
11TH STAGE: Una tappa divertente!
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Bellissimo stage! Mi sono divertito molto. Il paesaggio mi ha ripagato ampiamente della monotonia di ieri, e ho corso in scioltezza. La buona notizia è che la caviglia si sta sgonfiando e mi fa ben sperare!
Il pezzo in sterrato è stato entusiasmante. Mi dovevo solo fermare per i sassi che mi entravano nelle scarpe e per scappare dai cani!
Domani si sale ancora, verso il Grand Canyon e sto cominciando a godere del Viaggio…
10TH STAGE: Ci vediamo in cima!
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Sono un po’ stanco ma davvero felice perché la conferma di una buona sensazione è quasi meglio della sensazione stessa.
E’ andato di nuovo tutto bene. Ora ci troviamo a Seligman. Ho ancora un po’ di fastidio al tibiale, sul quale corro bendato, ma dovrebbe migliorare.
Oggi il vento è stato uno stillicidio continuo, era insopportabile. Mi ha fatto faticare molto più di quello che avrei voluto, accidenti! Voglio recuperare le giornate californiane per affrontare sempre meglio le prossime settimane.
Domani si sale in montagna… ci vediamo in cima!
9TH STAGE: UNA TAPPA PERFETTA
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Tappa perfetta.
Forse cominciamo a divertirci.
Abbiamo trovato un buon ritmo con i rifornimenti e io riesco a correre anche col male alla caviglia. Non ci esaltiamo, stiamo coi piedi per terra, siamo solo alla tappa 9, ma oggi ho corso. Ho corso sulla strada per New York, finalmente.
Alex
8TH STAGE: IL RE DEL MONDO...
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Ottime sensazioni per questa tappa.
In salita sono andato molto bene, mi sentivo a casa. Forse sono stato un po' troppo eccessivo e non ho dosato adeguatamente le energie! Mi sentivo il re del mondo sul passo, poi quando mi hanno detto che avevo davanti altri 45 chilometri ci sono rimasto male!
E' stata durissima, ma dicono che chi arriva a Kingman arriva a New York. E io ci sono!
Alex
7TH STAGE: Lasciando la California…
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Cosa mi lascia la California?
Molta fatica, sicuramente. Ma anche paesaggi meravigliosi che avrei voluto apprezzare meglio, ma il caldo infernale è stato una criticità che abbiamo dovuto affrontare. Abbiamo vissuto 6 giorni con delle temperature impossibili, oltre 15 gradi più calde delle medie stagionali.
Non vedo l’ora di poter alzare la testa, e cominciare anche a guardare la strada, la gente, l’America.
Domani si deve far bene, e ci riusciremo!
6TH STAGE: Disperso nel tempo…
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Che posto incredibile, Amboy. Disperso nel tempo!
Speravo di riposare al meglio ma purtroppo la temperatura elevata ha persino mandato in tilt i sistemi del motorhome. Pazienza! Siamo speranzosi e infatti parto molto bene, ottime sensazioni, sono coi primi fino a metà gara. Poi entro in riserva, troppa stanchezza! Un veloce pit-stop, tutto si rimette in moto e si arriva a Fenner!
Domani sarà una tappa fondamentale per entrare di diritto nel ritmo giusto, stanotte una bella dormita al fresco aiuterà a raggiungere questo obiettivo importante.
E poi tra poche miglia vedremo l’Arizona…
5TH STAGE: Incomincia a piacermi questo posto…
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Tappa corta, secca. Solo 46 chilometri.
Mi passavano i treni a fianco, sulla sinistra, e sulla carta sembrava una tappa di recupero, ma quando si parla di temperature sopra i 45 gradi parlare di recupero è un’utopia. Di positivo però c’è che abbiamo finito prima del solito e abbiamo avuto tempo per fare 2 pasti in sosta, massaggio e recuperare del sonno.
Comincia a piacermi questo luogo, anche se siamo 17 gradi sopra la media stagionale degli ultimi 5 anni.
Nel deserto trovi tutto quello che cerchi.
4TH STAGE: 14 ore per Ludlow!
Che impresa!
Ci ho messo 14 ore ad arrivare a Ludlow..
Partito bene, cercavo di concentrarmi sull’equilibrio mentale per affrontare i chilometri nel deserto.
Ma subito un dolore al tibiale mi faceva capire che sarebbe stata durissima. Infatti dopo pochi chilometri è peggiorato e sono stato obbligato a fermarmi per un massaggio e un drenaggio con il tape.
Più volte, a dir la verità, ho davvero faticato tanto, soprattutto dalle 11.00 in poi quando l’infinita scalata del termometro alle vette dell’inferno è inesorabilmente iniziata, per terminare alle 18.00 con 49 gradi centigradi.
Grossi problemi anche per il caldo, infatti. Una pausa forzata a metà per aiutare l’immenso calo di energie e per reidratarsi.
Ho dovuto cambiare tattica, sistema di refrigeramento – utilizzando un vaporizzatore – e abbigliamento. I ritmi sono saliti e sono riuscito a concludere la tappa, per fortuna! Sono esausto ma muscolarmente mi sento solido anche grazie grande aiuto del team che mi ha supportato moltissimo!
3RD STAGE: Da oggi si corre con la testa!
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Durissima. Caldissima.
Una tappa che mi ha fatto sperare, ero partito benissimo, tenevo il ritmo.
Alla fine ho dovuto gestirmi per non ferirmi.
Potevo farmi male, e invece solo qualche vescica fastidiosa.
Ho recuperato posizioni e sento che sto davvero crescendo, corro meglio, il baricentro è più regolare e centrato.
Domani proviamo a fare qualche modifica a ritmo e modificare le scarpe.
Sono previsti 48 gradi. Le prossime tappe saranno un inferno, uno spartiacque per i corridori.
Da oggi si smette di correre con le gambe, ma si mette sulla strada la testa.
Entrerò in trance il prima possibile, un passo dopo l’altro e speriamo bene!
Alex
2ND STAGE: "VAI A PRENDERLO!"
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Oggi è stata una tappa durissima. Da Norco ad Hesperia. Due salite da pazzi, una sterrata.
Sto imparando la fatica del runner, cerco di gestire al meglio le energie.
Se vedi uno davanti a te che corre, anche se hai un ritmo da mantenere, la tua mente dice al tuo corpo: “vai a prenderlo”!
E il tuo corpo cerca di farlo... Il mio allenamento mentale mi aiuta a rimanere calmo e aspettare, perché davanti ci sono tutti gli Stati Uniti e tanta strada. Sono arrivato subito dopo i runner professionisti con una idratazione perfetta. Questo mi fa ben sperare, non perdo il controllo e il morale è molto alto!
A domani!
Alex
1ST STAGE: Primo passo fatto, domani si riparte.
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“Finalmente! Ho mosso il primo passo e mi è sembrato che a ogni centimetro si sciogliesse sempre di più la tensione accumulata nel tempo. Avevo solo bisogno di partire. Affrontare il “mostro” che avevo solo disegnato sulla carta, come una figura mitologica. Eccolo qua, prima tappa. E’ andato tutto bene. Strana sensazione allontanarmi dal mio oceano, sapere di avere davanti 5000 chilometri di terra prima dell’altro.
Voglio lavorare meglio sul ritmo, e sulla cadenza corsa-camminata.
Ho perso solo 600 gr, ottimo segnale come indice sul lavoro fatto. Anche l’alimentazione durante la gara è stata ottima.
Imparerò, migliorerò. I muscoli e la mente si muoveranno, in direzione New York, sempre meglio.
Primo passo fatto, domani si riparte.
Massaggio, cena, respiro e sonno.“
RUN ACROSS AMERICA
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l 19 giugno 2011 prenderà il via la più incredibile corsa che si sia mai disputata al mondo: attraversare gli Stati Uniti di corsa. 5.000 km da Los Angeles a New York in 70 tappe, 70 giorni e 74 km al giorno.
Una vera prova di resistenza, fisica e mentale. Si passerà dal caldo torrido del deserto del Nevada alle temperature più rigide dei passi del New Mexico, una discesa verso le distese dell’Oklahoma, poi il Missouri con la sua moltitudine di fiumi, Il Mississippi e l’Illinois fino alla Pennsylvania dove ci sarà un primo ritorno alla civiltà per giungere infine ai grattacieli della Grande Mela, dove il sogno si realizzerà.
Determinazione, tolleranza alla fatica, capacità di mantenere focalizzato l’obiettivo, abilità nel superare stati di crisi, sono tutte doti che contraddistinguono Alex Bellini e contribuiranno al raggiungimento di alti obiettivi.
Questa massacrante gara, organizzata e promossa dall’ultramaratoneta Serge Girard http://www.sergegirard.com/, richiede una preparazione atletica e mentale estremamente accurata. Ad accompagnare Alex in questa sua nuova sfida, uno staff di coach sportivi esperti in tecniche di respiro e ipnosi, che lo seguiranno e sperimenteranno con lui le tecniche fondamentali per affrontare una corsa al limite della sopportazione fisica. Respiro e Ipnosi, infatti, saranno gli elementi chiave per una corretta gestione delle energie durante la corsa. Dunque un’altra avventura impegnativa, per la quale Bellini ha iniziato ad allenarsi ormai da mesi, ovviamente, con Garmin.
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